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L'uomo è responsabile
di quello che fa
di quello che ama
e di quello che soffre

Viktor Frankl

La Logoterapia
Letteralmente vuole dire terapia mediante il significato, si tratta di un approccio terapeutico che aiuta l’uomo a ritrovare il senso della propria vita. Viene anche definita la terza scuola viennese, cronologicamente successiva alla psicoanalisi di Sigmund Freud e alla psicologia individuale di Alfred Adler. La logoterapia considera la volontà di significato una motivazione primaria dell’uomo, infatti ritiene che il sé sia radicalmente motivato alla ricerca di uno scopo nella sua vita. Si tratta di un orientamento psicoterapeutico composto da un consistente apparato filosofico le cui radici troviamo nell’esistenzialismo. Le tre colonne portanti su cui si basa sono: la libertà della volontà (antropologia), la volontà di significato (psicoterapia), il significato della vita (filosofia).
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Viktor Frankl, uno psicologo fra umanesimo e esistenzialismo

Nacque a Vienna il 26 marzo 1905. la famiglia ebrea viveva agiatamente: il padre era impiegato nel ministero dell’educazione. Una famiglia serena e improntata ad una visione alta dello spirito e della cultura. La Vienna di Freud, alla vigilia della grande guerra, è l’ambiente in cui Frankl cresce. Scrive a Freud che gli risponde. A diciannove anni gli invia il suo primo saggio sulla mimica dell’affermazione e della negazione, che sarà pubblicato sulla “Rivista internazionale” di psicoanalisi. Si chiarisce così in Frankl la tendenza a studiare psichiatria e la pubblicazione di diversi articoli, dedicati ai giovani, rispondono al bisogno di cercare un significato alla propria vita che è stato trovato nell’aiutare gli altri a trovare il proprio significato secondo quanto afferma Frankl di se stesso. La modernizzazione violenta e il tracollo di un intero mondo nella grande guerra generano frustrazioni e vuoto esistenziale. L’incontro con la psicoanalisi mette in luce la profonda differenza che Frankl progressivamente andrà chiarendo. L’organicismo di stampo positivistico prendeva lentamente spazio nelle spiegazioni teoriche di base dell’uomo in una tendenza chimica che Frankl denuncia come minimalista. Quale il significato di un eterno processo biochimico e quale lo spazio alla responsabilità e alla libertà? Dunque, Frankl comincia a frequentare il circolo fondato da Adler, la cui scuola di pensiero sembrava offrire maggiore possibilità nella comprensione della complessità umana, fuori dal determinismo. Nel 1926 tenne una conferenza ad un gruppo di studenti sul senso della vita. Altri interventi seguirono sempre nell’ambito della psicologia individuale e nel Congresso internazionale di psicologia individuale presentò una relazione su “la nevrosi come espressione e come mezzo”. Adler non condivise l’impostazione, che si richiamava ad una volontà di significato delle nevrosi. Così il testo non uscì in pubblicazione. Nel ’27 Frankl fonda una rivista sulle cui pagine promuove la creazione di centri per i giovani bisognosi di aiuto dal punto di vista psicologico. Peraltro in qualità di consulente della Associazione a favore dei giovani operai, Frankl denunciò la gravità della crisi esistenziale giovanile, sollecitando l’impegno degli psicologi nei centri di aiuto. L’iniziativa raccolse consensi e vide impegnati a contribuire molti psicologi della psicologia individuale. L’iniziativa riportò buoni risultati e a Frankl fu riconosciuto il merito della promozione della consulenza, del cui centro era responsabile. Data l’impostazione frankliana di fare interagire nella terapia la visione filosofica ed esistenziale del paziente, fu inevitabile lo scontro con Adler e il suo indirizzo. Così Frankl va potenziando la sua impostazione di lettura sulla volontà di significato opposta alla volontà di valere e di affermarsi della scuola adleriana. La scissione tra ortodossi adleriani e umanisti fu sancita e la casa editrice rifiutò la pubblicazione dello scritto in cui Frankl sosteneva la propria impostazione. Nel 1930 conseguì la laurea in medicina ed esercitò nel reparto neurologico della clinica dell’Università. Nel 1936 conseguì la specializzazione in neurologia e psichiatria e dal 1940 diresse un centro neurologico riservato ad ebrei. Con l’invasione nazista dell’Austria, la famiglia Frankl tentò di salvarsi. La sorella riuscì a fuggire, il fratello fu catturato e portato ad Auschwitz e infine, toccò a Viktor e ai genitori. Nonostante avesse avuto il visto di emigrazione per gli Stati Uniti, Viktor non si sentì di abbandonare i genitori. Nel campo di sterminio morì anche la famiglia Tilly. Uscito miracolosamente libero, tornò a Vienna. “Uno psicologo dei lager” racconta questa che è un’esperienza dell’abisso. Nel 1947 sposò Eleonora. Nel 1948 ottenne la docenza in Neurologia e Psichiatria e la laure in Filosofia. Homo Patiens è il superamento definitivo di ogni psicologia determinista e sociologica. L’affermazione umanistica della tridimensionalità dell’uomo è l’umanistica interpretazione del significato a cui l’uomo tende. La psicologia dall’alto dell’analisi esistenziale e della logoterapia giudica l’uomo dalle vette che riesce a toccare. Amante delle montagne, scalatore abile, ha preso il brevetto di pilota da vecchio. E’ morto il 2 settembre 1997 a Vienna.

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